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Fioccano le speculazioni sui corsi autofinanziati OSS

La Giunta Regionale vara il Disciplinare dei corsi


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Non c’è pace per il comparto socio sanitario. Dopo la notizia che la Regione Sardegna intendeva autorizzare un numero preciso di corsi autofinanziati per il conseguimento della qualifica di Operatore Socio Sanitario sono scesi in campo gli avvoltoi.

Da alcuni giorni fioccano «contatti» da parte di alcune organizzazioni nazionali che propongono – senza aver ricevuto alcuna autorizzazione – l’iscrizione a fantomatici corsi per OSS.

Bisogna stare attenti: queste iniziative, talvolta esilaranti per la loro stravagante natura, non assicurano alcuna qualifica finale riconosciuta dalla Regione Sardegna.

L’organismo di riferimento (la Regione Sardegna, per l’appunto) non ha autorizzato interventi formativi specifici in regime di autofinanziamento per il conseguimento della qualifica di Operatore Socio Sanitario ma, con la delibera di Giunta n. 47/43 del 14 novembre 2013, ha voluto porre rimedio alle imbarazzanti speculazioni consumate sulla pelle dei sardi.

Come illustrato dai proponenti assessori Simona De Francisci (Salute) e Mariano Contu (Lavoro), «risulta necessario predisporre le azioni di governo delle attività private di formazione professionale rivolte a disoccupati e/o occupati i quali intendono, previa frequenza dei corsi in regime di autofinanziamento, conseguire la qualifica di Operatore Socio Sanitario, di Operatore Socio Sanitario Specializzato cosi come previsto nell’accordo sancito dalla Conferenza Stato Regioni, che ne ha disciplinato i profili professionali, e la certificazione di competenza in conformità a quanto previsto dalla D.G.R. 50/26 del 21.12.2012 per la figura dell’Assistente Familiare (badante) e dalla D.G.R. n. 44/13 del 31.10.2007».

Gli stessi assessori Contu e De Francisci, «viste le innumerevoli domande di partecipazione ai corsi regionali, considerato il proliferare di corsi per Operatore Socio Sanitario gestiti da organismi non accreditati e non autorizzati dalla Regione, realizzati in regime di autofinanziamento, e pertanto non riconosciuti dalla Regione Sardegna e non spendibili sul mercato del lavoro, valutano l’urgente necessità di approvare un programma regolamentato, valevole per l’anno 2013, di corsi di formazione auto-finanziati per il conseguimento di qualifiche e certificazione di competenze riconosciute dalla Regione Sardegna».

La gestione dei corsi verrà affidata ad Agenzie formative che abbiano maturato esperienza nella gestione di attività nel settore socio sanitario e iscritte nell’elenco regionale dei soggetti abilitati a proporre e realizzare interventi di formazione professionale. I corsi verranno dunque affidati a organismi con esperienza specifica nel settore, da individuare attraverso un Avviso di evidenza pubblica di prossima diffusione.

Per l’avvio dei corsi in regime di autofinanziamento occorrerà dunque attendere ancora qualche mese.

Nel frattempo sarà meglio essere cauti e accorti. Evitando di prestar credito a chicchessia ma pretendendo di conoscere il numero di autorizzazione dell’Assessorato del Lavoro e Formazione della Regione Sardegna (unico organismo istituzionale abilitato a concedere le autorizzazioni per i corsi autofinanziati) per poi verificarne la validità contattando l’URP al numero 0706067038 oppure all’email lav.urp@regione.sardegna.it.

E soprattutto evitando di sottoscrivere contratti «a finanziamento agevolato» senza averne letto bene tutte le clausole. Perché per facilitare un percorso di studio e qualifica non esistono pagamenti «a scaresci», come potrebbe dare a credere qualche navigato «consulente».

«A scaresci», come stanno constatando alcuni aspiranti ai recenti concorsi pubblici delle ASL (che hanno chiesto chiarimenti e conferma sui titoli autocertificati), resta solo la validità del titolo. Assieme all’amarezza di aver sborsato tanti denari inutilmente.


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