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POR sardegna

Avviate cinque azioni territoriali che coinvolgono mezza Sardegna

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Come abbiamo anticipato a inizio estate vivere “green” significa molte cose. Significa innanzitutto prendere coscienza del fatto che l’ambiente in cui viviamo sta subendo costanti modifiche ad opera dell’uomo, soprattutto per quanto riguarda le emissioni di gas tossici prodotti dal settore industriale e terziario in fabbriche, in un mondo dove automobili e combustibili domestici fanno la voce grossa. Affianco il gravoso consumo di acqua (di cui attualmente stiamo tirando le somme) ed energie non rinnovabili, l’edilizia sconsiderata che riduce a dismisura la presenza di aree verdi in città e zone destinabili alla coltivazione, la continua deforestazione che provoca inevitabilmente irreparabili squilibri nel ciclo delle catene alimentari, la produzione dei rifiuti che manca di un corretto smaltimento e riciclo. Si potrebbero annoverare ulteriori fattori che mettono in crisi l’ambiente, ma il comune denominatore di questi eventi resta sempre e comunque un “maltrattamento” della natura e il suo irreparabile inquinamento.

Dopo decenni di industrializzazione fallimentare, assume sempre maggior nitidezza  il postulato che la Sardegna possa a ragione essere inserita nell’elenco delle regioni più “verdi” e più “blu” non solo dell’Unione europea ma dell’intero pianeta, in buona compagnia con siti forse più celebrati dagli opinionisti internazionali.

L’isola del sole e del mare, forgiata da una natura millenaria sulla zolla più antica del Mediterraneo, pur richiamando ogni anno milioni di visitatori che ne celebrano e ne rafforzano pregi e bellezze, fatica a  concretizzare la svolta definitiva, Nelle zone interne e nel campo agroalimentare, infatti, la frammentazione di intenti e di comportamenti commerciali rallentano sia l’incremento produttivo che la crescita economica dei territori, non sfruttando il valore aggiunto dell’aggregazione di intenti e l’importanza commerciale della collaborazione operativa.

I progetti per il futuro del mondo del lavoro isolano

Da diversi mesi la nostra Agenzia lavora per raggiungere un obiettivo, espresso in cinque progetti che sono stati finanziati dalla selezione pubblica (Avviso POR Sardegna FSE 2014-2020 – “Attività integrate per l’empowerment, la formazione professionale, la certificazione delle competenze, l’accompagnamento al lavoro, la promozione di nuova imprenditorialità, la mobilità transnazionale negli ambiti della “Green & Blue Economy”), che – tradotto da zia Maria di Tresnuraghes –  vuole significare la volontà politica di sostenere l’autodeterminazione del futuro lavorativo dei nostri disoccupati puntando su iniziative strategiche innovative e sostenibili,  provenienti e insediate nei territori che le individuano, le scelgono e le realizzano.

Insomma: per creare occupazione nel campo della economia verde e blu, rivolta al grande universo dei disoccupati (giovani e donne in primo luogo) che faticano ad entrare nel mondo del lavoro si punta ora al sostegno dell’autoimprenditorialità attraverso importanti risorse finanziarie messe in campo dalla Regione e che saranno disponibili (come prevede l’assistenza tecnica per l’inserimento al lavoro di ciascun percorso di formazione) parallelamente ai Progetti. Nella convinzione che anche il piccolo reddito di impresa (grande o piccola che sia) possa contribuire ad alimentare i circuiti virtuosi per l’economia delle comunità e che sia in grado di creare le filiere di produzione in cui tutti sono importanti tasselli di un grande puzzle chiamato Sardegna: quell’«Isola che c’è», capace di incantare e affascinare con le sue millenarie Storie e tradizioni,  vera «Bottega dei sapori» con i suoi prodotti della filiera agroalimentare, coltivati e trasformati in  campi incontaminati  a garanzia di una qualità difficile da reperire nei circuiti convenzionali.

Al fianco, con l’intento di rafforzare e integrare le due azioni dedicate ad ambiente e agroalimentare, una terza iniziativa «P.I.A.N.I.» che intende sviluppare i nuovi sistemi di commercializzazione capaci di sfruttare appieno le potenzialità delle ICT (nella fattispecie l’e-commerce), seguendo la logica di superare le criticità presenti nel settore tramite l’utilizzo di innovative campagne di comunicazione e marketing, con lo scopo di incrementare il valore commerciale dei prodotti del territorio.

Infine «PINTADERA», la quinta proposta: un progetto che richiama il logo utilizzato dai nostri antenati come “marchio” di produzione antelitteram e che vuole ribadire, in chiave di penetrazione commerciale extraregionale e internazionale, la potenzialità delle produzioni tradizionali del pane e dei dolci del Marghine e dei territori limitrofi. l’avvio di Pintadera è previsto per il primo trimestre del 2018 e sarà rivolto (nel rispetto della specifica linea del POR) anche a chi un lavoro lo ha già ma vuole sviluppare le competenze necessarie per l’inserimento in nuovi mercati e per migliorare le proprie capacità produttive.

Un’isola  dove insomma  non esiste solo il Maestrale, noto spazzino nordista, che tutto cancella con le sue folate che arrivano e vanno senza nulla lasciare, ma anche il più moderato “Libeccio” specialmente quando,  sotto veste di piacevole brezza di mare, alimenta la fantasia dei navigatori  a bordo delle imbarcazioni (da diporto o di lusso) che approdano nei nostri porti alla ricerca di assistenza e relax.

L’anticipazione di luglio assume ora i connotati della chiarezza  dopo l’avvio delle due edizioni del progetto «L.i.b.e.c.c.i.o.»  già avviate a Cagliari e Carbonia.

Nei prossimi giorni  verranno diffuse date e luoghi degli specifici percorsi di approfondimento territoriale tra i partner di Rete utili per capire se esiste e in quale dimensione  la “spinta dal basso” per conseguire il riscatto di molti territori. Ma soprattutto per tarare al meglio l’offerta formativa che verrà avviata secondo i calendari dei quali vi suggeriamo di  tener conto attraverso i nostri canali di comunicazione:

Sito Internet

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Leonardo non è da solo in questa sfida. Di seguito i nostri partner:

 


Entra nelle aree dedicate ai diversi percorsi:

L.i.b.e.c.c.i.o.

 

L’isola che c’è

 

La bottega dei Sapori

 

«P.I.A.N.I.»

 

«Pintadera»

 

 


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